Hard Brexit, tasse zero sulle imprese e niente dazi sulle importazioni?

Hard Brexit, le armi di Londra contro Bruxelles

Quando ancora il Regno Unito non ha attivato la clausola del Trattato di Lisbona per chiedere di uscire dalla UE, i timori per una “hard” Brexit si fanno sempre più forti, dopo le roventi polemiche tra Londra e Bruxelles dell’ultimo mese. Il premier Theresa May, intervenendo alla conferenza del Partito Conservatore, ha chiarito di non essere disposta a chiedere il divorzio dalla UE per restarne assoggettata sulle politiche migratorie. E negli ultimi giorni, la stampa britannica ha lanciato più di un segnale sull’intenzione di Londra di replicare alla linea dura di Bruxelles con misure-choc sulle tasse, mentre il Financial Times lancia una proposta interessante anche con riguardo ai dazi sulle importazioni. (Leggi anche: Crisi UE, mancato accordo con Canada segnala hard Brexit)

Partiamo da un dato: un sondaggio condotto da Survation per Itv ha trovato che il 58% dei britannici approverebbe la linea dura della May, che punta a contenere i flussi migratori, anche mettendo a rischio l’accesso al mercato comune per le imprese nazionali. Solo un quarto degli intervistato disapproverebbe il ragionamento del governo, segnalando una sintonia tra istituzioni e sudditi su un tema così focale per intavolare il negoziato sulla Brexit.

Taglio secco delle tasse sulle imprese UK

Se il Regno Unito non accetta il libero ingresso dei lavoratori UE, Bruxelles gli chiuderebbe il suo mercato e tra le parti si arriverebbe all’introduzione di dazi, in linea con le regole previste dall’Organizzazione del Commercio Mondiale. Per i prodotti agricoli, la stangata sarebbe del 22%.

La finanza britannica rischia così di non potere più operare automaticamente in tutta Europa come oggi, mentre le famiglie vedrebbero accrescere il costo della vita, a causa dei dazi imposti sui prodotti importati. Da qui, la possibile reazione del governo May alla minaccia di una hard Brexit da parte della UE: tagliare le tasse sulle imprese al 10%, come ha pubblicato il Sunday Times. (Leggi anche: Brexit, come Londra stenderebbe al tappeto la UE)

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