Assicurazioni alla rimonta a Milano: Ftse Italia All Share Insurance +2,2%

30/08/2016 11.30   Commenti – Piazza Affari

Assicurazioni alla rimonta a Milano: Ftse Italia All Share Insurance +2,2%

FTA Online News

Comparto assicurativo in recupero Piazza Affari dopo la debacle di ieri: il Ftse Italia All Share Insurance segna un rialzo del 2,20% trascinato dalle buone performance di Unipolsai (+3,39%) e di Generali (+2,46%). In denaro anche Cattolica (+0,29%), Vittoria Assicurazioni (+0,47%) mentre Banca Mediolanum (inserita in questo paniere) segnala un vantaggio sul riferimento di 0,97 punti percentuali. Poste Italiane guadagna l’1,79%.

Il comparto assicurativo appare positivamente intonato a livello europeo come testimoniato dal rialzo dello 0,78% dell’indice Stoxx Europe 600 Insurance.

Il crescente peso di Vincent Bollorè all’interno dell’azionariato di Mediobanca (il maggior socio singolo di Generali) e l’ascesa alla guida del Leone di Trieste dell’amministratore delegato Philippe Donnet (già membro del consiglio di sorveglianza della Vivendi di Bollorè) hanno incoraggiato nel corso degli ultimi mesi i rumors in merito a una possibile maxioperazione assicurativa a cavallo delle Alpi. In particolare sarebbe in corso di valutazione una possibile fusione fra il colosso francese Axa e l’italiana Generali: un certo scetticismo è emerso però in proposito nei report di diversi analisti. Le indiscrezioni in proposito non sono tuttavia mai cessate e hanno anzi trovato un certo spazio nella cronaca finanziaria internazionale.

Lo scenario assicurativo europeo rimane comunque travagliato dagli effetti del Brexit. Diverse compagnie assicurative temono cambiamenti importanti a seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e la compagnia assicurativa britannica Admiral ha per esempio ammesso di valutare uno spostamento del suo quartier generale in Irlanda per non perdere le licenze di vendita dei propri prodotti in Europa.

Non mancano neanche le pressioni da oltre l’Atlantico: il nuovo regime regolatorio noto come Solvency II è stato infatti criticato negli Stati Uniti da alcuni rappresentanti del partito democratico e repubblicano che lo hanno definito discriminatorio nei confronti delle compagnie assicurative statunitensi in violazione di quanto previsto dalle obbligazioni della World Trade Organization (WTO). Al contempo negli States continua il dibattito che riguarda MetLife, colosso assicurativo di livello mondiale, definito dagli organi competenti degli Stati Uniti una SIFI, ossia un’organizzazione finanziaria sistemica sottoposta a norme regolatorie più stringenti. MetLife ha fatto ricorso contro questa denominazione ed è stata esonerata, ma diversi soggetti di primo piano della finanza statunitense contestano questa decisione ed è stato previsto un ricorso in appello.

(GD)

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