Aerei, aiuti di Stato e Wto.

Usa versus Eu: vince Boeing, Airbus perde. Palla al centro… la partita prosegue

Roma, Italia – E mentre con ricorsi e controricorsi i due giganti litigano innanzi al World Trade Organization, Comac gode

(WAPA) – Siamo all’alba di una nuova battaglia, guerreggiata a colpi di carte bollate innanzi all’autorità del Wto (World Trade Organization) l’organizzazione mondiale che regola il commercio che ciclicamente si trova a doversi esprimere su quanto accade da questa o dall’altra parte dell’oceano.

A sfidarsi i due giganti dell’aerospazio europeo ed americano Airbus (consorzio oggi Group formato da Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) e Boeing, unici soggetti di quel duopolio industriale che nel mondo ha operato ed imperato per decenni indisturbato, fatta salva la Cina e la sua industria di Stato Comac, che negli ultimi anni tenta di metterci lo zampino. Due colossi forti di un mercato florido in ogni campo d’interesse: la difesa, la sicurezza, lo spazio, la progettazione e produzione di aerei ed elicotteri civili e militari, gli Uav o Uas, e godendo a quanto parrebbe sia l’uno che l’altro di qualsiasi forma di aiuto di Stato lecita o meno.

Eppure è di questo che innanzi al Wto i due gruppi industriali si accusano reciprocamente da tempo ormai, dopo aver fruito essi stessi di sovvenzioni statali.

Ad esempio per riuscire a raggiungere l’obiettivo di avere un “Campione europeo” nel settore, l’Europa concesse per anni condizioni vantaggiose sotto forma di incentivi e sgravi fiscali ad Airbus, tanto che l’industria è stata spesso protagonista dei round negoziali sul libero scambio in seno al Wto, o in base al Gatt (il General Agreement on Tariffs and Trade, e cioè l’accordo per le relazioni commerciali nato per favorire la liberalizzazione del commercio mondiale tra Stati Uniti ed Unione europea). Perché questa è una guerra che al di là delle due potenze industriali coinvolge i governi di Europa ed Usa proprio per i grandi interessi in gioco. Manovre commerciali a volte secondo le stesse autorità poste in essere senza badare ai dettami della libera concorrenza.

Per dirne una, forme di aiuto di Stato l’Europa le ha erogate ad Airbus per il progetto dell’aereo A-350 (senza considerare la tormentata vicenda dell’A-400M e dei suoi costi lievitati negli anni, ed ipotesi si fanno pure sull’A-380). Ma dall’altra parte dell’Atlantico l’America erogava soldi a Boeing per quello che sarebbe stato il rivale dell’A-350 XWB, il B-787 Dreamliner. Sulla loro liceità o meno si è trovato a decidere in risposta a ricorsi e controricorsi di entrambe le parti il Wto.

Ieri un nuovo sviluppo: un comitato per il rispetto delle regole del Wto ha espresso il suo parere in un documento. Questo ritiene che l’Ue non abbia eliminato come richiesto i maxi-sussidi che i governi continentali hanno concesso per creare e sostenere Airbus per oltre 40 anni, ammontanti a 17 miliardi di dollari secondo World Trade Organization. Di più: anziché porvi rimedio, gli Stati membri dell’Unione europea avevano fornito nuovi aiuti illegali (sembrerebbe 5 miliardi di dollari, ma qui il condizionale è d’obbligo) per il lancio proprio dell’A-350 XWB. “-Sembra che l’A-350 XWB non potesse essere lanciato e introdotto nel mercato senza aiuti”,dice ancora il documento.

Un pronunciamento che volge il vento a favore del colosso di Seattle, Boeing. Ma è solo l’ultima puntata di un’annosa telenovela a cui certamente non pone la parola fine il parere espresso ieri. Gli sviluppi non tarderanno ad arrivare, un altro ricorso nemmeno, siatene certi… Per la felicità di Comac (Commercial Aircraft Corporation of China), che nel 2011 ha segnato un’altra tappa della sua scalata stringendo un accordo con la canadese Bombardier Aerospace per una cooperazione strategica a lungo termine in fatto di progettazione e costruzione di aerei civili.

Obiettivo: infrangere il duopolio. E infatti nel mentre va avanti il programma cinese del C-919, bireattore di linea da corto e medio raggio che andrà a competere con l’A-320 e con il B-737.

Perchè tra i due litiganti si sa, è il terzo che gode…

Fonte:www.avionews.it/

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